Brahima Dembelè
Fin da giovanissimo impara dal padre a suonare il balafon, dalla madre a cantare, dallo zio a suonare la kora e da altri membri della famiglia vari strumenti a percussione. All’età di 16 anni è già apprezzato come solista e ricercato in occasione di cerimonie e feste sociali e religiose e solo due anni dopo entra a far parte del corpo di percussionisti del Balletto Nazionale della Costa D’Avorio. Arriva in Italia col gruppo Marahouet e qui inizia a collaborare con musicisti italiani e stranieri, sia mantenendo ritmiche africane tradizionali, sia inserendole in nuove fusioni con musica jazz, latina, etnica, ecc.: con il gruppo di ricerca sulla percussione Fuentes, con Ettore Bonafé, Paolo Casu e Sergio Gistri, incide il CD Garam Masala (1996).
Nel 1994 fonda il gruppo Griot Metropolitain, un ensemble tradizionale africano residente in Italia, con il quale propone uno spettacolo di danze, canti e musiche tradizionali tratte dal patrimonio culturale di diverse etnie africane. Dal 1994 al 1995 collabora con l’Orchestra Jazz (diretta da Alessandro Di Puccio) e con il gruppo etno-ambient Ch’i, con il quale incide due cd.
Nel 1995 in occasione della XX edizione del Festival Musica dei Popoli, organizza in collaborazione con il Centro Flog, una tournée della sua famiglia, la Famille Dembélé, con la quale incide il cd “Aira yo, La danse des jeunes griots” per l’etichetta Amiata Records.
Nel 1998 in occasione della XXI edizione del Festival Musica dei Popoli, organizza una tournée del trio Les Frères Dembélé, assieme al cugino Souleymane e al fratello Adama.
Dal 1994 al 2003 lavora come mediatore culturale e nel 1998 ottiene la qualifica professionale di Operatore Interculturale presso la Regione Toscana. Nel 2000 entra a far parte della compagnia Shionkama e nel 2004 della compagnia Giguywassa. Nel 2005 si riunisce ai suoi fratelli ne Les Frères Dembélé.














