Musica della Shoah
La musica di questo progetto nasce per un’occasione celebrativa, la Giornata della Memoria, e proviene da una ricerca riguardante sia la storia della tradizione e della vicenda del popolo ebraico, che la frastagliata collocazione geografica di questo popolo. E’ proprio da questo elemento che proviene la sensazione di una identità stilistica confusa, disomogenea, che però ritrova nei contenuti storici e nella trasversale appartenenza ad una stessa cultura “madre”, gli elementi per la creazione di una sintesi artistica.
Il programma del concerto è composto da due parti: la prima comprende l’esecuzione di brani strumentali che percorrono le culture dell’ebraismo (dall’ Europa dell’est al Medioriente) e alcune colonne sonore di celebri film sul tema della shoah e dell’olocausto (“Schindler’s List”- “Il Pianista”- “Train De Vie”- “La Vita è Bella”). La seconda è invece costituita da canzoni (tratte dal libro di L. Settimelli “Dal Profondo dell’Inferno”), di cui la maggior parte dei testi è stata in qualche modo composta – in alcuni casi si stratta di vecchie canzoni popolari o marcette militari a cui sono stati sostituiti i testi (operazione non nuova nella tradizione della musica popolare) – dai prigionieri ebrei durante la loro agonia nei campi di concentramento.
Dal punto di vista artistico, volendo favorire più la comunicazione emotiva che non l’esecuzione fedele del materiale storico, si è portato a termine un sostanziale intervento di arrangiamento ed elaborazione, concedendo notevole libertà creativa alla “riscrittura” musicale dei brani, spesso “pescando” anche in mondi musicali distanti come ad esempio l’uso frequente di assonanze jazzistiche.
Per questo motivo è stato inserito nel programma l’esecuzione di alcune colonne sonore di film, opere musicali che di per sé hanno il compito di rafforzare il pathos durante il racconto cinematografico. Sempre per lo stesso motivo sono state aggiunte anche alcune musiche originali, appositamente composte per creare delle parti introduttive o finali (“coda”) ai brani e alle canzoni del repertorio storico.
Il gruppo è formato da Alessandro Di Puccio, che ne è anche l’ideatore e l’arrangiatore, alle percussioni e tastiere, Ferdinando Olivieri, che ha curato le trascrizioni dei brani, alla chitarra, Michele Staino al contrabbasso, e Floriana Mungari, che oltre ad interpretare magistralmente il repertorio delle canzoni ha riadattato in italiano alcuni testi, alla voce.
Gli arrangiamenti sono predisposti in modo tale che, a seconda delle occasioni, l’organico può arricchirsi di ulteriore strumentazione e relativi musicisti ospiti (in passato sono stati effettuati concerti con l’aggiunta di pianoforte, sassofono e violino) in grado di rendere ancora più interessante e completa l’esecuzione del concerto.
